Raffica di novità per gli automobilisti nella Finanziaria 2007: la questione che sta suscitando più scalpore è sicuramente il bollo scaglionato in base alla omologazione Euro della propria vettura: più si inquina e più si paga, con maxi bonus per le Euro 4 sotto i 1300 di cilindrata.
Analizziamo insieme una per una tutte le novità sul bollo auto, spostando poi l'attenzione su Euro 3 ed Euro 4, le categorie di omologazione che suscitano più perplessità tra gli automobilisti, senza trascurare ovviamente Euro 0, Euro 1 ed Euro 2…
Una rivoluzione: la tassazione progressiva
Le auto saranno infatti tassate progressivamente in base alle emissioni inquinanti: l'importo base di 2,58 euro/kW varrà esclusivamente per le vetture Euro 4. Si sale poi a 2,70 euro/kW per le Euro 3, a 2,80 per le Euro 2, a 2,90 per le Euro 1 e a 3 euro per le non catalizzate (Euro 0). Questo dice il disegno di legge. Mettersi al volante di un'auto più ecologica diventerà una questione di portafogli oltre che di sensibilità ambientale.
Auto nuove esenti dal bollo per due o tre anni. Non tutte però!
Vediamo ora cosa dice il decreto di legge: "incentivare la sostituzione di autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo immatricolati come Euro 0 o Euro 1 con autovetture immatricolate come Euro 4 o Euro 5 che emettono meno di 140 grammi di CO2 al chilometro”. Per incentivare la sostituzione di auto vetuste e inquinanti, chi acquisterà entro il 31 Dicembre 2007 un'auto Euro 4 o Euro 5 non pagherà il bollo per due anni: l'esenzione si estende a 3 anni per le automobili sotto 1300cc di cilindrata. Però questo incentivo NON si applica su autoveicoli con un peso complessivo superiore ai 2600 kg, esclusi quelli con numero di posti uguale o superiore ad otto. Tutto chiaro…?
Torna il superbollo per i diesel più “sporchi” che li spinge verso la rottamazione…
Autovetture e “autoveicoli per trasporto promiscuo” diesel non catalizzati dovranno pagare (in aggiunta alla normale tassa automobilistica) una sovrattassa pari a 6,63 euro/kW. Se la diesel non catalizzata in questione supera i famigerati 2600 kg di peso complessivo si somma anche l'apposita sovrattassa, quella “anti-SUV” di 2 Euro per ogni kW... insomma, i possessori di vetuste e ingombranti vetture a gasolio sono avvertiti. Infomotori.com comprende lo scatto d’ira dei possessori di tali mezzi che non abbiano grandi disponibilità economiche, ma le emissioni nocive che producono meritano un trattamento così severo e lo Stato dovrebbe probabilmente aiutare concretamente (magari con detrazioni fiscali) chi rottama la sua “ciminiera” per una ecologica Euro 4.
Vetture a metano e GPL: esenti dal bollo per 5 anni “Le Regioni possono esentare dal pagamento del bollo per 5 anni i veicoli immatricolati prima dell'entrata in vigore del decreto stesso appartenenti alle categorie internazionali M1 (autovetture) e N1 (autocarri) su cui viene installato un sistema di alimentazione a Gpl o metano collaudato successivamente alla data di entrata in vigore della legge”. Ribadiamo, le singole regioni decideranno autonomamente se esentare o meno dal bollo le vettura alimentate a gas.
Diminuisce l'accisa sul gpl, in compenso aumenta sul gasolio L'accisa sul Gpl scende da 284,77 a 227,77 euro ogni 1000 kg di prodotto. Il prezzo alla pompa dovrebbe scendere di circa 3,6 centesimi al litro. Discorso inverso per il gasolio: accisa in crescita da 413 a 416 euro ogni mille litri di prodotto che dovrebbe portare a un leggerissimo aumento del prezzo alla vendita. Del resto fra GPL e gasolio, la maglia nera va indubbiamente alla seconda!
Addio “finti” autocarri, ma arrivano gli incentivi Le autovetture saranno tassate come gli autocarri, disincentivando improbabili trasformazioni piuttosto diffuse nel nostro paese. Arriva invece un incentivo di 1000 Euro per acquistare un autocarro di portata inferiore a 3,5 quintali entro il 31 Dicembre 2007. Ma che sia davvero per uso professionale…
Euro 3 ed Euro 4: tutti i dettagli, senza scordare l’Euro 5… Puntualmente, con la stagione invernale in tutte le principali città italiane – ma anche nei capoluoghi minori – la concentrazione di particelle inquinanti disperse nell’aria supera la soglia di guardia, riproponendo il tema delle restrizioni alla circolazione e più in generale quello della promozione dei veicoli a basso impatto ambientale.
Se sul primo fronte gli esperti sono concordi nel ritenere le ormai famose “targhe alterne” dei semplici palliativi, spesso nemmeno sufficienti a riportare in modo duraturo la situazione sotto controllo, il secondo tema vede attivamente impegnati da una parte tutti i principali costruttori di automobili, dall’altra la stessa Unione Europea, che nel corso degli anni ha fissato standard sempre più restrittivi in materia di emissioni inquinanti per l’omologazione dei nuovi modelli.
Già dal 2001 è in vigore lo standard Euro 3, più restrittivo rispetto all’Euro 1 (la normativa che impose di fatto l’adozione del catalizzatore) e alla sua evoluzione Euro 2, mentre dal 1° gennaio 2006 lo standard di riferimento è costituito dalla normativa Euro 4. Pur non essendoci ancora L’Euro 5 (non sono stati ancora decisi neppure i parametri per raggiungere la promozione…) già molti parlano di Euro5 e la stessa Finanziaria 2007 l’accomuna all’Euro4. Occhio quindi:non vi è ancora nessuna vettura così omologata!
Informazioni più dettagliate sulle emissioni
corrispondenti alle diverse normative di riferimento sono disponibili sul portale dell’ACI, nella sezione dedicata al Centro Studi della Fondazione Filippo Caracciolo
Cosa verificare e come verificarlo
Per accertare l’omologazione della propria nuova autovettura è sufficiente controllare il libretto di circolazione (secondo riquadro della carta di circolazione, al punto V9) che riporta la sigla corrispondente alla normativa che la vettura rispetta. Queste, in sintesi, le principali diciture possibili:
Euro1 91/441 - 93/53
Euro2 94/12 - 96/69 - 98/77
Euro3 98/69 - 98/77 - rif. 98/96
Euro4 98/96B - 98/77 - rif. 98/96
Per le auto usate, tuttavia, le cose possono essere più complicate, in quanto solo a partire dal 1996 le carte di circolazione riportano le direttive riguardanti le emissioni, nella parte dedicata alla descrizione delle caratteristiche tecniche del veicolo, mentre è solo del 1999 l’introduzione del "modello unificato europeo" con indicata al punto V9 la sigla della direttiva europea a cui il veicolo è conforme.
In caso di dubbi, quindi, il consiglio è quello di rivolgersi per chiarimenti all'Ufficio locale della Motorizzazione Civile, mentre per ulteriore garanzia l’ideale sarebbe riuscire a far firmare al concessionario una dichiarazione in cui si attesta che la vettura acquistata è conforme alle direttive euro3 o euro4.
Automobile e ambiente possono convivere
Al di là delle problematiche normative,un utilizzo corretto dell’automobile e una maggiore diffusione di modelli “puliti” potrebbero essere ben più efficaci dei tanti blocchi alla circolazione che affliggono quasi tutte le città italiane.
Per quanto riguarda il primo aspetto, di particolare interesse è la “Guida al risparmio di carburante ad alle emissioni di CO2” elaborata dal Ministero delle Infrastrutture e i Trasporti, che oltre a contenere alcuni consigli sul comportamento da tenere al volante per ridurre le emissioni nocive presenta anche l’elenco dei modelli più “puliti”.
Allo stesso tempo, di grande interesse sono i vantaggi costituiti da veicoli che utilizzano fonti di energia alternative rispetto ai tradizionali benzina e diesel.
Metano e GPL: vantaggi e incentivi
Senza pensare a soluzioni futuristiche, metano e GPL rappresentano due alternative di grande interesse, sia sul fronte del contenimento dei costi di gestione sia per la riduzione delle emissioni inquinanti, che presentano livelli particolarmente bassi, al punto che generalmente i blocchi alla circolazione non riguardano i veicoli alimentati a benzina o GPL. Il tutto senza penalizzare in modo significativo le prestazioni nell’uso normale, né la possibilità di usufruire dei parcheggi sotterranei, nel caso dei mezzi più recenti, conformi alle omologazioni comunitarie oggi in vigore.
I vantaggi sono notevoli, tanto che negli ultimi anni l’interesse degli automobilisti è cresciuto in modo significativo e di pari passo i principali costruttori hanno iniziato a proporre nei propri listini modelli equipaggiati fin dall’origine con l’alimentazione a metano (basti pensare al notevole impegno di Fiat, con Multipla, la stessa piccola Panda e Doblò) o GPL (è il caso ad esempio di Subaru, con la Forester e la Legacy Bi-fuel munite di un sistema di iniezione brevettato che annulla quasi del tutto il gap prestazionale con l'alimentazione a benzina).
A corollario di quanto detto fin'ora arriva anche un nuovo incentivo statale: per l'acquisto di autovetture alimentate originalmente a benzina/metano, arriva un contributo di 1500 euro, che sale a 2000 nel caso in cui il veicolo acquistato abbia emissioni di CO2 inferiori a 120 g/km. Questo incentivo dovrebbe esaurirsi il 31 Dicembre 2007. Ancora una volta le agevolazioni descritte (che NON interessa i veicoli a Gpl o ibridi) non si applicano alle vetture di peso complessivo superiore a 2600 kg, escluse quelle con un numero di posti uguale o superiore a 8.
E per finire: SUV e maxi berline nel mirino!
La famigerata sovrattassa dovrebbe disincentivare l'acquisto delle grosse sport utility accusate a vario titolo di inquinare molto e occupare troppo spazio nei congestionati scenari urbani del nostro paese. Ma non solo, anche le grosse berline sono sotto tiro: il testo del progetto di legge in questione dice infatti che “autovetture e autoveicoli per trasporto promiscuo di peso complessivo superiore a 2600 kg, con esclusione di quelli aventi un numero di posti uguale o maggiore a 8, pagheranno anno dopo anno una sovrattassa di 2 euro per ogni kW”. Insomma, non si fa nessun riferimento al tipo di carrozzeria, solo al peso complessivo.
Cosa ne pensano le associazioni di categoria?
I costruttori stranieri riuniti sotto l’UNRAE hanno espresso un parere decisamente negativo, mentre quelli italiani dell’ANFIA hanno mostrato di apprezzare l’architettura del progetto e le linee guida, plaudendo agli incentivi verso la rottamazione e la valorizzazione degli Euro4.
Ed Infomotori.com cosa ne pensa? Preferiamo far parlare i nostri lettori attraverso un apposito sondaggio, ma le luci – a nostro avviso – sono superiori alle ombre, benché i ritardi strutturali ed infrastrutturali della mobilità italiana sono davvero allarmanti: parco circolante troppo vecchio ed inquinante, strade inadeguate, mezzi pubblici insufficienti, sovratassazione a fronte di scarsi servizi…
In collaborazione con: www.infomotori.com


